ALLEGORIA DELLA FORTUNA
L’unicorno, animale simbolico presente già nei bestiari dell’ XI secolo, si lega da sempre a simboli e significati talora anche molto diversi tra loro. Questa diversità, ben lungi dall’essere contraddittoria, deriva dalla ricezione che nelle diverse culture e nelle diverse epoche l’unicorno ha rappresentato. Nei bestiari dell’alto Medioevo l’animale aveva una connotazione non positiva, spesso connessa ad una disumana ferocia che solo una vergine poteva incantare. Nei secoli successivi l’unicorno ha assunto caratteristiche più sfumate, giungendo a rappresentare anche la purezza, l’orgoglio, la virtù (intesa come valore) e la fortuna. Il Rione Badia intende riproporre una allegoria dell’unicorno legata ad un contesto barocco; infatti nel XVII secolo l’animale frequentò spesso in senso metaforico la cultura delle feste e dello spettacolo.
Il gruppo che il rione propone è composto da: un cavallo di colore bianco con corno posticcio, cavalcato da una ragazza abbigliata con tunica bianca ricoperta da veli di tinte tenui, a loro volta richiamate da motivi floreali nella capigliatura. L’Amazzone sarà accompagnata da un “Araldo” che recherà con sé un cartiglio con la seguente massima: “VIRTUTE DUCE, COMITE FORTUNA” (sotto la condotta della virtù, intesa come valore, in compagnia della fortuna).